Il campo di battaglia non finisce sulle 64 caselle
Negli ultimi giorni mi sono accorto che una delle parti più difficili del progetto non era più la partita. La partita funzionava. I pezzi funzionavano. Le battaglie funzionavano. L'IA funzionava. Anche la possibilità di cambiare la scacchiera era ormai presente. Il problema era tutto ciò che stava intorno.
Quando si lavora su una scena 3D è facile concentrarsi sugli elementi più evidenti: scacchiera, pezzi, movimenti. Appena però si costruisce un'ambientazione vera, anche il cielo, il terreno, la luce, gli elementi sullo sfondo e le transizioni diventano parte integrante dell'esperienza.
Ho iniziato quindi a lavorare sulla possibilità di cambiare l'ambiente circostante con diversi scenari: mare, erba, deserto e ghiaccio. L'idea era che la personalizzazione del terreno dovesse essere indipendente dal materiale della scacchiera.
Il problema è diventato evidente proprio nelle transizioni. La dissolvenza sembrava funzionare, ma alcuni elementi continuavano a rimanere attivi. Uno sfondo poteva spegnersi correttamente mentre un altro elemento continuava la propria animazione per diversi secondi. In particolare, cielo e componenti luminose potevano restare visibili quando la scena precedente avrebbe dovuto essere già scomparsa.
La cosa interessante è che il problema visibile non si trovava necessariamente nel punto in cui lo guardavo. Non bastava modificare l'effetto grafico: bisognava intervenire sulla gestione dello stato della scena e sul modo in cui i diversi livelli venivano attivati e disattivati.
È un esempio perfetto del motivo per cui sto costruendo il progetto per iterazioni. Una richiesta porta a un risultato, il risultato fa emergere un problema, il problema richiede una soluzione più strutturale e quella soluzione apre una nuova possibilità.
Ci lavoro soprattutto la sera, dopo la giornata di lavoro. A volte penso di sistemare una piccola cosa e mi ritrovo a passare molto più tempo del previsto a capire perché un determinato elemento non voglia comportarsi come dovrebbe. Ma proprio queste serate stanno facendo diventare il progetto più solido.


















